Borgo dei Cappuccini

Borgo dei Cappuccini

Sulla sinistra si ammira la Casa dei sogni, residenza di Giuseppe Maria Franzero che, con Giovanni Battista Imberti, fu il proprietario della Società Bacologica omonima. Si chiama proprio così: “Casa dei Sogni”, ed il nome è scritto in due cartigli con la scritta in latino a sinistra “domus”, a destra “somniis”. Poco oltre il breve portico sulla sinistra della via si estende invece l’ex Filatoio delle Meschie, che cessò di operare poco prima della seconda guerra mondiale, quando era proprietà della famiglia torinese Musso. Di fronte, Casa Tesio, nel cui cortile funzionava l’essiccatoio per bozzoli in dotazione al Museo e del quale si intende promuovere il restauro.

Subito oltre casa Tesio, l’elegante casa al centro della cui parete spicca uno dei 24 dipinti murali a tema religioso di Racconigi: si tratta di una copia (curiosa sebbene modesta) dell’Annunciazione che il pittore pisano Orazio Gentileschi dipinse per il duca Carlo Emanuele I di Savoia nel 1623, ed è oggi esposta alla Galleria Sabauda di Torino.

I frati cappuccini arrivarono a Racconigi nel 1625 e diedero un grande contributo nel soccorso alla popolazione colpita dalla peste del 1630. Il 1° maggio 1631 nella chiesa di San Francesco si radunarono le autorità cittadine, per chiedere l’intercessione dell’Immacolata: il Sindaco fece voto di celebrare ogni anno una processione di ringraziamento (che si tiene tuttora l’8 dicembre).

Il Convento fu un importante Seminario, dotato di una notevole biblioteca. Abbandonato dopo la soppressione napoleonica degli ordini religiosi e venduto in parte a privati, il convento tornò per intero ai frati nel 1829, grazie all’intervento del principe Carlo Alberto di Carignano, poi re di Sardegna.

Sulla piazzola che precede la chiesa spicca un singolare Crocefisso con il Cristo in blue jeans. A fianco del Convento, un ampio giardino progettato dal pittore racconigese Carlo Sismonda e dedicato ad un altro artista locale, Michelangelo Melano.