Passo dopo passo lungo le strade dell’epopea

Il racconto che è cominciato al Museo continua in paese, anche se si dovrebbe dire Città, visto che Racconigi lo è, per decreto del re Carlo Alberto. E continua seguendo il filo narrativo del progetto Racconigi città narrata, una trama che potete scoprire passeggiando al ritmo lento dei secoli, tra vie, piazze e portici sempre spiando, a naso in su, le cicogne nei loro nidi. Quattrodici pannelli, che danno vita ad altrettante postazioni narrative piene di storie, di curiosità, di memorie di vita vissuta. Il trekking dà forma a quell’idea di museo diffuso alla quale si è sempre ispirata l’Associazione Sul Filo della Seta. Sarete sorpresi dalla quantità e qualità dei luoghi che, a Racconigi, testimoniano i cinque secoli dell’epopea della seta: un’esperienza di visita unica a livello regionale, e non solo! 

Cartina Città Narrata

 

Il percorso di Racconigi città narrata è stato costruito per avere inizio dalla Piazza del Castello. Tuttavia, i testi delle postazioni narrative non seguono un ordine cronologico quanto, piuttosto, di suggestione d’ambiente. Il trekking che vi proponiamo può quindi essere goduto seguendo il percorso davvero “a piacere”.

Nel nostro caso, usciti dal Museo, vi trovate di fronte alla postazione indicata con il numero 8 nella cartina. Di qui, con un itinerario circolare che può essere compiuto in poco più di un’ora, si torna al Museo per un commento, una stretta di mano ed un arrivederci. Cliccate, scaricate la cartina e… buona passeggiata!

Coro clarisse

Il nostro trekking comincia appena usciti dal Museo con la postazione n. 8 di Città Narrata, collocata al centro dei giardini di Piazza Burzio, un tempo hortus conclusus del Convento eretto a fine ‘600 – inizio ‘700 per le Domenicane contemplative ed occupato poi (1881- 1963) dalle Clarisse.

Piazza Roma

Pochi passi per raggiungere l’antica Piazza delle Erbe, su cui si affacciava il Municipio medievale (citato per la prima volta nel 1337) e vi si svolgeva il mercato delle primizie e dei “generi di Riviera”. Divenne Piazza Roma nel 1887 e fu, in anni più recenti, la sede del mercato dei formaggi.

Piazza Nuova Gambetta

La Piazza Nuova con il Municipio neoclassico fu realizzata a partire dal 1834, nell’ambito di un Piano di abbellimento voluto dal Comune per dotare la Residenza Reale di una vera e propria piazza d’onore. Era tra l’altro la sede del mercato dei bozzoli.

Santa Maria (2)

Per via Ospedale si giunge in Piazza Santa Maria, salotto barocco con la Parrocchiale di Santa Maria Maggiore, l’Ospedale di Carità; il Palazzo delle Anime. In Via S. Maria, il Palazzotto del Cappellano della bellissima Madonna della Porta, visita da non mancare. 

Piazza Uomini

Per via Levis si raggiunge Piazza Vittorio Emanuele II, la platea communis in cui nel Medioevo si riunivano i capi di casa: è tuttora chiamata Piazza degli Uomini.  Vi si affacciano i Palazzi Pochettino, Ferrero, Maccagno e Balegno. I portici di Via Spada vi riportano a S. Chiara e al Museo

Facciata ex Neuro

Dalla postazione n. 3, lo sguardo corre verso l’ex Ospedale Psichiatrico (n. 15 nella cartina), progettato nel 1789, in piena crisi serica, come Manifattura dell’Ospedale e destinato poi a Collegio Militare. Seguendo invece via Priotti si raggiunge la chiesa di San Rocco (1600).

San Giovanni Battista

La seconda tappa è la grandiosa San Giovanni Battista, eretta negli anni in cui la manodopera richiamata dai setifici aveva portato al raddoppio della popolazione e Racconigi stava producendo una grande trasformazione, architettonica ed urbanistica.

Casa Beata Caterina

Da piazza Roma si dirama il vicolo quale si affacciano la casa natale e la chiesa della Beata Caterina Mattei. Tessitrice di seta, fu figura importante del misticismo piemontese in anni dominati da figure come il Savonarola e dalla Riforma di Martin Lutero.

Manissero portale nuovo ridotto

Lungo via Costa troviamo l’Ala del mercato e la Società Operaia (1851). In fondo alla via, l’insegna del Setificio Chicco. A destra per via Ormesano si giunge in C. Principe di Piemonte con i Setifici Manissero e, a sinistra il viale dei platani e la Bealera di Macra.

PV Gesù da portico

Per via Principessa Clotilde raggiungiamo Piazza del Gesù con la chiesa del Ss. Nome di Gesù. Qui si teneva il mercato delle granaglie e fu qui che, il 20 luglio 1797, scoppiò l’Insurrezione di Racconigi che ebbe tra i protagonisti molti operai dei filatoi.

11 San Domenico

Il trekking si può dilatare nella durata e nelle esperienze con la visita ai borghi (i numeri blu della cartina). Tra questi San Domenico (n. 17) con la chiesa del Convento domenicano. Poi i giardini dell’ex Prato della Fiera e, poco oltre, la Stazione (1853).

Cappuccini

Dopo l’arco di Madonna della Porta, la seconda via a destra ci introduce nel Borgo dei Cappuccini (n. 16). Ci troviamo in un ambito di ampliamento della Racconigi del ‘7-800, dove erano presenti importanti filatoi e belle residenze di borghesi ed industriali.

San Giovanni Decollato

A destra del sagrato di San Giovanni (angolo con V. Castelli) vi sono le antiche carceri. Seguiamo i bassi edifici che dalla fine del ‘700 ospitarono la caserma della gendarmerie napoleonica, poi (1814) i Regi Carabinieri: raggiungiamo così San Giovanni Decollato

Santa Croce

Raggiungiamo Piazza Vittorio Emanuele II (nota come Piazza Uomini, scopriremo poi perché). Ne percorriamo i portici fino alla chiesa di Santa Croce. Erano noti come i portici maggiori: in direzione del castello, erano separati fra loro dalla “via del pallone”.

Via Priotti

Ritornati in via Ormesano, entriamo in Via Levis, che segue l’esatto sviluppo dell’antica Contrada Maestra, il principale asse di attraversamento nord – sud del borgo medievale, essendo la tratta urbana della route royale che collegava Torino a Cuneo e Nizza. 

Torre Civica Piazza Muzzone

Piazza Muzzone era un tempo occupata dalla chiesa del Convento dei Servi di Maria. La Torre Civica è la trasformazione del campanile dell’ex Convento. È qui che i racconigesi giuravano fedeltà ai loro feudatari, i Monsignori di Savoia – Racconigi.

NA Santuario

Il popolare Borgo Macra (n. 18) un tempo fu sede di ben sette filatoi. Prende il nome dal vicino torrente Maira. Vi spicca il Santuario Reale della Beata Vergine delle Grazie, il piccolo Pantheon di Racconigi progettato da Ernest Melano ed aperto al culto nel 1838. 

Migliabruna Nuova

Un consiglio: dedicate del tempo alle nostre campagne, dove si coltivavano gelsi ed allevavano i bachi in quantità impressionanti. Vi delizierete di una visita al Centro Cicogne (link al sito) e scoprirete alcune autentiche “icone” di architettura rurale.