Chiesa della Madonna della Porta

  Madonna della Porta interno
L’erezione della chiesa, che per opere d’arte è un autentico gioiello, è legata all’epidemia di peste che nel 1630-31 colpì anche Racconigi, decimando un quarto della popolazione. Fu in quell’occasione che i cittadini residenti nel quartiere si votarono alla Vergine, recandosi in preghiera presso l’antica Porta di Santa Maria, sotto la quale sopravviveva un antico, sbiadito affresco raffigurante una Madonna col Bambino.

Cessata la pestilenza, i fedeli sostituirono l’affresco con un quadro con lo stesso tema. Quando, a fine ‘600 la porta, ultimo residuo delle mura, fu anch’essa abbattuta, si decise di trasformare in chiesa un edificio preesistente, dove conservare e venerare il dipinto. Vi contribuì finanziariamente il vassallo Giò Angelo Spada (l’arco del presbiterio ed il confessionale all’ingresso ne recano lo stemma).  

Fu così che nacque il piccolo tempio, nel quale già nell’anno 1700 Giovanni Battista Pozzo (il patriarca della famiglia di frescanti originari della Lombardia ed attivi in tutta la provincia di Cuneo) realizzò 8 pitture ad olio di eccellente qualità. Ne rimangono sei: l’adorazione dei Magi, lo Sposalizio della Vergine, la presentazione al Tempio, la nascita della Madonna, la circoncisione e la fuga in Egitto (quest’ ultimo è datato 2 settembre 1700). Straordinaria la decorazione a stucco del soffitto, realizzata a metà ‘700, un trionfo di festoni, fiori e nastri tra i quali spiccano ben 54 putti. L’altare maggiore ospita l’originario quadro del 1631.

La chiesa era sede della Compagnia delle Umiliate, che ebbe come rettrice anche la regina Maria Teresa d’Asburgo Lorena, moglie di Carlo Alberto.