Il Palazzo di Città

Palazzo di Città

Si era nel 1834: il re Carlo Alberto stava realizzando i suoi grandiosi progetti di ampliamento del Castello, diventato sede di Reali Villeggiature. Il Comune di Racconigi corrispose elaborando un Piano regolatore di abbellimento che prevedeva la costruzione, di fronte alla Residenza, di una grande piazza chiusa da due edifici porticati gemelli.

Si realizzò però solo il Municipio, eretto tra il 1838 ed il 1841 su progetto di Gioacchino Reyneri, ingegnere del Genio Civile che adottò un’impostazione di gusto neoclassico.

Il Palazzo ospita interessanti memorie ed ambienti. Sotto il portico vi sono le lapidi dedicate ai caduti racconigesi nella prima e seconda guerra mondiale e nella Resistenza; inoltre, i busti di Carlo Alberto e di Umberto II di Savoia (ultimo re d’Italia, nato a Racconigi nel 1904).

Accedendo al Municipio nei giorni di apertura, subito dietro la porta di ingresso si nota la lapide che ricorda la visita a Racconigi dello zar Nicola II di Russia nell’ottobre del 1909, durante la quale fu siglato il Trattato di Racconigi. In quell’occasione, il Municipio fu sede della conferenza stampa tenuta dal primo ministro italiano Giovanni Giolitti con il ministro degli esteri russo Isvolsky

Sul primo pianerottolo la lapide in  ricordo di Pietro Toselli, caduto all’Amba Alagi nel 1895; al primo piano, quella dedicata a Michelangelo Castelli, grande collaboratore di Cavour e tra i principali artefici del connubio tra il conte ed Urbano Rattazzi. Sul pianerottolo del secondo piano, la lapide bronzea progettata nel 1925 da G. A. Levis per celebrare il Giubileo d’argento, 25° anniversario dell’ascesa al trono di Vittorio Emanuele III.

Nel giardino che chiude a ponente, due monumenti: all’Alpino che non è tornato e ad Umberto I, quest’ultimo opera dello scultore Pietro Canonica (1901).