I Palazzi della Piazza degli Uomini

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La platea è citata per la prima volta in un documento del 1266: vi si tenevano i mercati e le riunioni del Pieno e generale consiglio della Comunità. Dopo la costruzione delle mura, vi  convergevano le due principali arterie di comunicazione: dalla Porta di San Giovanni a nord alla Porta Nuova a sud; dalla Porta di Santa Maria ad est alla Porta di Macra, ad ovest.

Quando nel 1584 Bernardino II di Savoia – Racconigi, in contrasto con la politica filo spagnola del duca Carlo Emanuele I, si stabilì definitivamente in paese, al suo seguito si formò una piccola corte di aristocratici i quali, accorpando precedenti edifici, costruirono sulla platea le loro eleganti residenze.

Tra le famiglie spiccano i Maccagno, i Ferrero, gli Spada, gli Alliberti Balegno ed i Pochettino da Serravalle: nella residenza di questi ultimi nell’autunno del 1690 prese alloggio il generale francese Nicolas de Catinat, che il 18 agosto aveva sconfitto l’esercito sabaudo nella sanguinosa Battaglia di Staffarda.

I palazzi, con soffitti a cassettoni e, in particolare nel Palazzo Pochettino, interessanti affreschi, propongono elementi comuni, quali le altane al di sotto dei tetti, i cortili a loggiati e le torri – scala di collegamento; Palazzo Maccagno si segnala per le decorazioni della facciata, in cui spiccano telamoni e cariatidi, uccelli di diverse specie, paesaggi e scene di caccia.

Come hanno scritto Claudia Bonardi, Patrizia Chierici e Laura Palmucci della Facoltà di Architettura di Torino, gli edifici ad altana sono solo “una parte del gruppo ben più cospicuo documentato dalle Tavole del Theatrum Sabaudiae; essa appare come l’episodio formalmente più qualificante dell’edilizia residenziale locale, forse un unicum nella storia piemontese.