Santuario Reale della Beata Vergine delle Grazie

Santuario Borgo Macra

La storia del Santuario è collegata a quella del convento carmelitano eretto sulla riva del torrente Maira nel 1493, sul luogo dell’apparizione della Vergine e della guarigione di un giovane sordomuto.  La chiesa, abbattuta dopo la soppressione napoleonica degli ordini religiosi, conteneva un quadro, che la tradizione popolare riteneva una miracolosa opera di San Luca.

Nel 1835 un’epidemia di colera colpì soprattutto il Borgo Macra: la popolazione si raccolse in preghiera nella cappella di San Michele e vi portò il quadro miracoloso, allora custodito presso l’Ospedale.  

Nel 1837, l’intera famiglia reale partecipò ad una cerimonia di ringraziamento. Viste le condizioni della cappella, il re Carlo Alberto stanziò la somma necessaria per l’erezione di un nuovo tempio, benedetto dall’Arcivescovo di Torino già il 25 agosto 1838. Il re ottenne dalla curia l’esercizio del patronato sul Santuario, che reca così la definizione di reale.

Progettato da Ernest Melano, è noto come il piccolo Pantheon: le sue forme richiamano quelle del tempio romano e della chiesa torinese della Gran Madre, quasi coeva. Tra le opere d’arte: i quadri di San Michele (opera di Pietro Ayres) e del Beato Umberto III di Savoia (opera di Francesco Gonin). Sull’altare in marmo bianco, opera del regio scultore Gaggini, è esposto il quadro miracoloso, dipinto su legno di noce.

Il Santuario ospita le tombe di alcuni esponenti di casa Savoia – Villafranca, ramo cadetto dei Carignano originatosi da Eugenio Ilarione, ottavo figlio del principe Luigi Vittorio.