I Principi di Carignano e la seta: un caso sui generisRacconigi vista dal Parco

Racconigi è sempre stata una città d’acque. I suoi canali (in dialetto bealere) già nel Medioevo azionavano mulini come quello del Castello, citato per la prima volta nel 1153, e quello di San Giovanni (1407). Ed inoltre, numerosi maceratoi per la canapa, una coltura richiamata, già nel 1294, nel toponimo Canavile (l’attuale Canapile).

Le bealere erano “proprie” dei Principi di Carignano. L’utilizzo delle loro acque per l’azionamento dei filatoi idraulici era soggetto al pagamento di un’onerosa concessione una tantum e di un canone annuo che si versava l’11 novembre, San Martino.

I filatoi si dovevano impegnare a sostenere le spese di manutenzione e a garantire il ritorno dell’acqua usata nella bealera di derivazione. Anche perciò l’uso delle acque fu spesso causa di vertenze: i Carignano non solo erano interessati a che non vi fossero abusi, ma erano anche “utenti” delle stesse acque tanto per i mulini da grano (di cui erano signori), quanto per le vasche, le fontane ed i giochi d’acqua del loro Parco.

Facciata sud vista dal lago
La Margaria

I Principi fecero spesso verificare le condizioni di utilizzo. A fare da riferimento fu, nel 1769, la visita dell’arch. Giovanni Battista Borra ai bocchetti di derivazione, per riferire al principe Ludovico Vittorio sulla giusta quantità d’acqua necessaria a ciascun filatoio in base alle singole concessioni e suggerire gli adeguamenti necessari.

In caso di interventi di sistemazione dei bocchetti e dei canali di alimentazione dei filatoi, le ispezioni erano dirette dall’avvocato patrimoniale dei Principi ed i lavori dovevano essere eseguiti alla presenza dei periti delle Loro Altezze Serenissime.

La disponibilità dei Carignano a concedere l’uso delle acque per i filatoi e ad accettarne gli svantaggi (rumore, cattivi odori) attorno alla loro residenza di campagna, li rende protagonisti diretti della civiltà serica cittadina. Un caso davvero sui generis. Quello delle concessioni e dei canoni non fu però la loro sola “entrata” locale di rilievo. Molti dazi sulla seta erano infatti parte integrante del loro appannaggio. Anche in questo caso le vertenze furono numerose.

Torre belvedere sul Lago

Cicogna sulle Serre